Forse il mio appello non servirà a nulla e aggiungo, purtroppo ne sono sicuro. Una delle cose che mi riempie più di orgoglio di essere nato e di vivere a Como, è che Como è una città Messaggera di Pace. Invito il sindaco, l’Aministrazione, la società civile comasca ad intervenire presso i responsabili della città di Nablus, palestinese e di Netanya israeliana, le due città con cui siamo gemellati, per far sì che cessino le ostilità e le brutalità, che si avvii il dialogo, che ci si imnpegni per il cessare il fuoco.
Como deve farlo perché Città Messaggera di Pace. Magari è una piccola goccia, ma è una goccia, dopo un altra goccia che si riempiono i secchi d’acqua. E’ con le piccole cose, come tante volte è successo che, intervenendo, discutendo, si può iniziare e ritornare a parlare di Pace.
Questo senza aver paura di condannare Hamas e gli assalti crimali, consapevoli però che gli anni di repressioni e di politiche sbagliate, dei governi israeliani ai danni della gente di Gaza, hanno fdetreminato la violenze che vediamo oggi. Violenza che creano e creeranno violenza ai danni di tante persone, donne,bambini inermi e incolpevoli.
Occorre che Como, inviti tutte le altre città Messaggere di Pace ad intervenire, tentando di far ricominciare a dialogare le parti. Tutta la città condividerebbe questo tentativo, che le nostre autorità dovrebbero avviare subito con le città gemellate; altrimenti, mi chiedo, essere città gemellate e Messaggera di Pace a cosa serve?
La Pira, sindaco di Firenze tanti anni fa, credeva fermamente nelle Città che creavano la Pace. La sua storia, che andrebbe riscoperta, lo fece intervenire in diverse situazioni di guerra di quegli anni, dialogando con i responsabili di tante città teatro di guerra. Pensiamo al suo impegno per far cessare la guerra in Vietnam. Una delle sue frasi di allora, mi sembra attuale ancora oggi: «… in questo inverno, c’è una primavera che occorre preparare». Una primavera di Pace. [Luigi Nessi, ecoinformazioni]
