Un grande striscione – «Non è mai un raptus!» – come sfondo e alcune sagome, che già avevano accompagnato la mobilitazione contro la violenza del patriarcato, nella saletta della Cgil di Como per la presentazione alla stampa di Intrecciat3. Presenti solo La provincia e ecoinformazioni. Tutti maschi i giornalisti tutte donne le relatrici. Non capita quasi mai che a “dare le carte” siano solo donne e questo è già un risultato. Nella presentazione Alessandra Ghirotti, segreteria Cgil Como, Celeste Grossi, delegata dell’Arci nazionale per le Politiche di genere e Donna in nero, Sara Sostini, ecoinformazioni, e Alle Bonicalzi hanno esposto a nome dell’intera rete Intrecciat3 le ragioni della mobilitazione femminista e transfemminista contro il patriarcato che è alla radice della guerra, dei femminicidi, della degenrazione del linguaggio e dell’intera società. Fitto il programma della mobiltazione che ha già coinvolto dall’8 al 18 novembre i quartieri di cintura di Como.

Prossimi appuntamenti: mercoledì 22 novembre alle 18 alla Biblioteca di Como con la sociolinguista Vera Gheno per parlare di linguaggio inclusivo e venerdì 24 novembre in piazza San Fedelle alle 17 per la manifestazione comasca per la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne nella quale ci saranno uomini a leggere i nomi delle vittime della violenza maschile. Fanno parte della rete Intrecciat3: Cgil, Cisl, Uil, Nonunadimeno, Donne in nero, Arci, Arcigay, Telefono Donna, Agedo, Scuola di italiano per donne straniere, SIFaRumore.



