Adiemus/ La Pace è possibile

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By ecoinformazioni  1 settimana ago 

Song of Sanctuary: un concerto per la pace. Il pubblico numerosissimo ed entusiasta che ha accolto l’esecuzione di Adiemus, Song of Sanctuary in Santa Brigida il 31 maggio sera è la miglior dimostrazione che “è possibile”.

È possibile dar vita a un progetto che unisca realtà, persone, competenze, sensibilità, professionalità diverse e, se l’operazione – come in questo caso – riesce, tutte queste differenze si trasformano in ricchezza, forza, energia, gioia, emozione.

La stessa musica di Jenkins si caratterizza come sintesi di differenti generi musicali: dalla musica colta occidentale a quella popolare africana, con un testo che va al di là delle lingue e quindi, nelle intenzioni, le racchiude tutte. Un testo privo di significato apparente, ma che si carica dei significati che chi esegue e chi ascolta vi porta. Alle diverse parti di Adiemus si sono alternati brani strumentali in gran parte composti da Francesco D’Auria o presi dalla tradizione jazz, che hanno dato spazio ai diversi solisti. Un altro genere musicale, quindi, che si è ben integrato all’interno della musica di Jenkins, aprendo però altre prospettive.

L’esecuzione ha visto la presenza di un grande coro misto costituito dal Carocoro (realtà amatoriale viva da anni presso l’Istituto Comprensivo Como Borgovico) a cui si sono aggiunte per l’occasione persone di diversi altri cori che nel passato hanno eseguito questo repertorio con Vittorio Liberti: il coro Tintinnabulum, l’ex coro del Liceo Terragni di Olgiate, l’ex coro della scuola civica di Desio. Qualcuno ha portato anche figli, figlie, nipoti a cantare, rendendo ancora più eterogenea la situazione. Nel coro erano presenti anche Silvia e Claudia, amiche recentemente scomparse, ma che non hanno mai smesso di essere con noi e le cui voci ancora risuonano in mezzo alle altre.

A sostenere il coro c’era un gruppo di musicisti e musiciste, anch’esso molto composito: da solisti affermati ad amatori, da allievi ormai esperti ad altri ancora agli inizi degli studi. E, se a tutti è risultata evidente l’abilità dei solisti, meno si è notata (ma non per questo è stata meno importante) la bravura di tutte e tutti gli altri. Per esempio, di Leonardo e Ana (12 e 14 anni) che, agli inizi dello studio del violino, hanno eseguito parti molto complesse, con una sensibilità e una professionalità davvero rare.

Ma è proprio l’insieme e la cura di tutti i particolari, anche quelli meno evidenti, che rende emozionante un’esecuzione e che permette di raggiungere e coinvolgere il pubblico, nonostante le difficoltà tecniche che possono emergere. Non ultima l’acustica della chiesa che è un po’ migliorata grazie agli sforzi davvero generosi e competenti del tecnico del suono, ma che era comunque inadeguata e ha impedito, soprattutto in alcune posizioni, di cogliere gran parte delle dinamiche e delle sfumature. Non ha però impedito alla forza della musica e delle emozioni di passare e di coinvolgere tutti, grazie anche alla grande carica ed energia di Vittorio Liberti che ha diretto l’esecuzione.

In un mondo sempre più incentrato sui singoli individui, che valorizza la competizione a scapito della cooperazione; con una scuola del merito che spinge a primeggiare sugli altri, a vincere a qualsiasi costo e non a collaborare per il bene comune, questo è un bell’esempio di come si può invece ancora operare e quali risultati si possono raggiungere: un piccolo contributo per tener viva la speranza che la pace è possibile. [Mariateresa Lietti, ecoinformazioni]

Video e foto dell’iniziativa.

Song of sanctuarysanta Brigida Como, 31 maggio 2024

Flauto Veronica Campiotti; Percussioni Francesco D’auria, Francesco Iannucci, Lorenzo Liberti; Chitarra Maurizio Aliffi; Basso Elettrico Paolo Camporini; Pianoforte Elena Romanytcheva; Violini Mariateresa Lietti, Edoardo Cerana, Leonardo Liberti, Ana Milascu; Viola Federica Andreoli; Violoncello Francesco Santucci, Voce solista, Sabrina Rosano; Suono Daniele Molteni; Cori, Corinsieme; Direttore  Vittorio Liberti.

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