E’ tempo di costruire la Pace

Centinaia di persone hanno partecipato il 20 novembre alla giornata principale del convegno Guerra e pace del Coordinamento comasco per la Pace che aveva avuto un prologo a Olgiate Comasco l’11 novembre e che continuerà in diversi luoghi del territorio lariano. Il XIII convegno con la riaffermazione del concetto “La Pace non è solo assenza di guerra” e la maggiore enfasi data alla speculare osservazione che “Finché c’è guerra non può esserci Pace” ha rimesso al centro del dibattito pacifista i temi della lotta contro la barbarie della guerra e lo sperpero delle risorse ad essa connessa per la costruzione di un orizzonte culturale e di pratiche sociali e politiche di nonviolenza e l’affermazione dei diritti umani per tutti. 

Che il tredicesimo convegno del Coordinamento comasco per la Pace sarebbe stato particolarmente importante lo si era capito già dai lavori preparatori quando si è articolata nella sua completezza la proposta di Italo Nessi poi riassunta nella lettera di invito a Guerra e pace. Nelle intenzioni degli organizzatori voleva essere un momento di analisi e di confronto sull’orizzonte complessivo di azione e di proposta del movimento pacifista nel quale si ridefinissero i concetti fondanti per dare ai giovani l’opportunità di conoscerli e a tutti di aggiornarne e rivitalizzarne il significato. Così è stato con una presenza notevole per i tempi attuali anche se molto inferiore a quella registrata in altri Convegni di alcuni anni fa ai quali avevano parlato personalità di rilievo internazionale come il premio Nobel Rigoberta Menchú o la fondatrice delle Madri di Piazza di Mayo Hebe de Bonafini.

Questo convegno si è voluto invece caratterizzare per la “sobrietà”, per la scelta non casuale dello Spazio Gloria del Circolo Arci Xanadù, tra i pochi spazi non commerciali della città, per la decisione di invitare personalità culturalmente autorevoli, fondamentali per sviluppare – quanto personaggi più “televisivi” – la profondità dell’analisi e la proposta di soluzioni innovative per la costruzione di un nuovo mondo possibile che o è un mondo di Pace e Diritti o semplicemente non è.

E l’intensità della partecipazione dei cento presenti all’incontro sulle Strade delle armi con Francesco Vignarca, dei quattrocento ragazze e ragazzi che con i loro insegnanti hanno seguito i lavori della mattinata riservata alle scuole intervenendo al dibattito che è seguito alle relazioni, dei cento che hanno partecipato alla tavola rotonda La nostra idea di pace del pomeriggio e agli oltre duecento che hanno seguito lo spettacolo teatrale Viaggio di sola andata dimostra la riuscita dell’iniziativa.

L’azzardo quindi di riproporre con coraggio in un contesto sociale nel quale l’approfondimento di temi così complessi sembra non essere priorità per nessuno [quasi assente al Convegno la politica istituzionale locale salvo alcuni amministratori di Comuni aderenti al CcP e la significativa presenza della parlamentare del Pd Chiara Braga] è risultato vincente e si è dimostrato ancora una volta – come nella tradizione del CcP – che un popolo lariano della Pace esiste e non è presente solo nelle indispensabili oceaniche manifestazioni contro le guerre, ma anche nella quotidiana lotta per la Pace. [Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni]

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