Como aderisce al Coordinamento comasco per la Pace

sala consiliare como

Coinvolgere e sensibilizzare il proprio territorio sui temi della giustizia e della lotta alle mafie mettendo in relazione persone e associazioni conosciute percorrendo l’Italia in vespa, da Milano a Palermo. E’ lo scopo dell’incontro in programma oggi alle 21, al teatro Nuovo di Rebbio, a Como, intitolato “Noi siamo le persone che incontriamo” con Rita Borsellino e Massimo Caponnetto. Quella di domani sarà la prima tappa della rassegna “Oltrelosguardo” promossa dal Coordinamento comasco per la pace e condivisa con Libera Como e con il progetto ‘Mi-Pa UniAmiamo l’Italia in vespa e libertà’ che proseguirà fino a maggio.

“Dopo 1992 km abbiamo storie da raccontare, video e foto da proiettare”, spiega Alberto Zappa che, insieme a Ettore Romano’, Claudio e Andrea Ravazza, ha percorso in vespa l’Italia attraverso alcune tappe simbolo della lotta alla mafia a vent’anni dalle stragi del 92. La loro impresa è stata patrocinata dalla Camera dei deputati e dal Senato della Repubblica. “Adesso vogliamo mettere in relazione le persone e le associazioni incontrate lungo la strada, collegando le energie migliori e positive del Paese, coinvolgendo amministrazioni comunali, scuole e territorio. Per questo organizzeremo un incontro il 18 ottobre alle 10.30 tra gli studenti del liceo scientifico ‘Terragni’ di Olgiate Comasco con Rita Borsellino e Massimo Caponnetto”. Diverse le storie di resistenza alle mafie che saranno raccontate fino a maggio al teatro di Como: l’8 novembre sarà la volta di don Pino De Masi, referente regionale di Libera Calabria, il 20 ci sarà il testimone di giustizia Mario Caniglia, fino alla conclusione a maggio. Con un risvolto pratico: “Offriremo ad alcuni giovani che avranno precedentemente partecipato a un ciclo di incontri della scuola diritti umani la possibilità di fare un servizio civile – spiega Mauro Oricchio, direttore del coordinamento comasco per la pace – sarà un’iniziativa sperimentale di volontariato locale remunerata grazie a una raccolta fondi, con un impegno da 6 a 12 mesi, a supporto delle attività presso il coordinamento comasco per la pace o presso una realtà che si occupa di promozione della legalità”. “L’idea è quella di dare continuità al viaggio in una logica – conclude – di servizio verso il territorio, magari costituendo dei gruppi di lavoro per fare una mappatura dei beni confiscati in collaborazione con le istituzioni”. (ANSA) [Da Ecoinformazioni]

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